Gli enzimi cardiaci cosa sono e perché si misurano

Gli enzimi cardiaci cosa sono e perché si misurano

Gli enzimi cardiaci sono alcune proteine che si trovano nel muscolo cardiaco. In condizioni normali, la concentrazione degli enzimi cardiaci nel sangue è minima; tuttavia, quando il tessuto cardiaco subisce un danno o uno stress significativo, vengono rilasciati in quantità elevate. La misurazione dei livelli di questi enzimi nel sangue è fondamentale per diagnosticare e monitorare condizioni cardiache acute, come linfarto miocardico e l’Ischemia Asintomatica.

Principali enzimi cardiaci e loro significato clinico

Le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di morte nel nostro Paese (circa il 33%), con il 10% della mortalità riconducibile alle malattie ischemiche cardiache, senza dimenticare gli episodi che invece si risolvono favorevolmente. Tra i sintomi ci sono dolore, aspetto alterato dell’ECG ma anche la necrosi (morte) delle cellule cardiache. Quando questa si manifesta, le cellule liberano nel sangue il loro contenuto, tra cui proprio gli Enzimi Cardiaci che risultano così fondamentali per porre o confermare una diagnosi.

A completare gli esami diagnostici cardiologici (ECG ed Ecocardiografia), esistono vari esami di laboratorio, compresi gli enzimi cardiaci ed altre sostanze cellulari (i cosiddetti Marker Cardiaci) che si differenziano per tempistiche di comparsa rispetto all’evento acuto e per differenti velocità di riduzione.

Gli enzimi cardiaci cosa sono e perché si misurano? I principali sono:

  • Troponine: famiglia di proteine presenti nei muscoli scheletrici ed in quello cardiaco, formando il cosiddetto Complesso Troponinico, costituito da 3 subunità: C (legante il Calcio); I (inibente la contrazione) e T (legante la tropomiosina).

L’avvio alla contrazione muscolare parte dal legame del calcio con la subunità C, prosegue con l’inibizione di quella I e l’interazione con le proteine (T) che muovono le fibre muscolari permettendo la contrazione. Mentre le subunità C cardiache e muscolari sono identiche, quelle I e T risultano differenti potendo essere individuate con specifiche metodiche di laboratorio.

Proprio il dosaggio di TnT e\o di TnI fornisce importanti informazioni su eventuali danni cardiaci. La Troponina I e T risultano precoci, comparendo tra le 4 e le 8 ore, raggiungendo un picco tra le 24 e le 48 ore, per normalizzarsi entro 10-15 giorni. Attualmente tale Marker Cardiaco risulta essere il più affidabile, pur essendo consigliato, per una maggiore sicurezza, un nuovo dosaggio entro alcune ore, realizzando così una vera e propria Curva delle Troponine.

  • CPK o CK o Creatinfosfochinasi: si tratta di un Enzima tipico delle cellule muscolari e cardiache, oltre che del cervello. Se ne conoscono 3 forme (o Isoenzimi): CPK-MM (muscoli scheletrici e cardiaco); CPK-MB (cuore e, meno, muscoli); CPK-BB (cervello).

Il dosaggio della CPK risulta tipicamente utile per diagnosticare malattie dei muscoli o cardiache (infarto, ischemie, traumi, scompenso cardiaco, miocarditi, embolia polmonare, malattie muscolari, distrofie muscolari ecc.). Di particolare utilità per la diagnosi delle malattie coronariche, comparendo tra le prime 4-8 ore, raggiungendo il picco tra le 16 e le 36 ore e normalizzandosi tra i 3 ed i 6 giorni.

  • CK-MB: in questo caso interessa la percentuale di tale Isoenzima all’interno del CPK, generalmente pari al 5-8%. Per porre diagnosi di malattia cardiaca con necrosi tessutale tale percentuale deve aumentare. Compare tra le 4-8 ore, raggiunge il picco tra le 12 e le 18 ore e si normalizza dopo 2-3 giorni.
  • Mioglobina: non si tratta di un Enzima ma di una proteina presente nei muscoli scheletrici ed in quello cardiaco, capace di legare l’ossigeno utilizzabile per la produzione di energia necessaria per la contrazione muscolare. Un danno del tessuto muscolare ne provoca il suo rapido e massivo incremento.
  • Latticodeidrogenasi o LDH: enzima ampiamente distribuito in più organi e del quale ne esistono varie forme o Isoenzimi. I suoi valori aumentano in caso di distruzione cellulare.
  • Transaminasi ALT\AST: enzimi tra i più importanti e rappresentati nel nostro organismo, prevalendo a livello cardiaco, muscolare, epatico, polmonare e renale. Qualunque malattia che provochi danni cellulari di tali organi ne provoca il loro aumento, cuore compreso. Compaiono più tardivamente rispetto a CPK, raggiungono un picco tra le 16 e 48 ore per normalizzarsi dopo circa 3-6 giorni.

Indicazioni per la misurazione

La valutazione degli enzimi cardiaci è indicata principalmente per:

  • Diagnosi di infarto miocardico acuto: in presenza di sintomi come dolore toracico, dispnea o nausea, la misurazione degli enzimi cardiaci aiuta a confermare o escludere l’infarto. ​
  • Monitoraggio di pazienti con sospetta sindrome coronarica acuta: valutare l’entità del danno miocardico e monitorare l’efficacia dei trattamenti.
  • Valutazione del rischio cardiovascolare: in pazienti con fattori di rischio significativi, la misurazione degli enzimi cardiaci può fornire informazioni prognostiche.

Malattie correlate all’aumento degli enzimi cardiaci

Un aumento degli enzimi cardiaci può essere associato a diverse condizioni, tra cui:

  • Infarto miocardico acuto: Causato da un’ostruzione acuta di un’arteria coronaria, leading to necrosi del tessuto cardiaco. ​
  • Miocardite: Infiammazione del muscolo cardiaco, spesso di origine virale o autoimmune.​
  • Traumi cardiaci: Lesioni al cuore dovute a incidenti o interventi chirurgici.​
  • Scompenso cardiaco: Condizione in cui il cuore non riesce a pompare sangue in modo efficace.​
  • Embolia polmonare: Ostruzione di un’arteria polmonare che può causare stress sul cuore destro.​

Interpretazione delle analisi

L’interpretazione dei livelli degli enzimi cardiaci deve essere effettuata da uno specialista, considerando:

  • Valori di riferimento del laboratorio: I range normali possono variare tra i laboratori; è essenziale confrontare i risultati con i valori di riferimento specifici.​
  • Tempistica dei prelievi: Alcuni enzimi, come la mioglobina, aumentano rapidamente dopo un danno cardiaco, mentre altri, come la troponina, possono richiedere più tempo per raggiungere picchi significativi.​
  • Quadro clinico complessivo: I risultati devono essere valutati insieme ai sintomi del paziente, all’anamnesi e ad altri esami diagnostici, come l’elettrocardiogramma.​

In conclusione, la misurazione degli enzimi cardiaci è uno strumento diagnostico cruciale nella valutazione delle patologie cardiache. Una corretta interpretazione dei loro livelli, integrata con altre informazioni cliniche, consente una diagnosi accurata e una gestione tempestiva delle condizioni cardiache.

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Gli enzimi cardiaci cosa sono e perché si misurano – Bibliografia

Cardiac BiomarkersPatibandla S, Gupta K, Alsayouri K. Cardiac Biomarkers. [Updated 2023 Nov 17]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2025 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK545216/.

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